E se un viaggio non andasse come vorresti?

Mi piacerebbe mettere come obbligo fare un viaggio al mese. Anche solo un weekend, qualcosa per conoscere e sopratutto conoscerci.

In questo momento sto scrivendo seduto in riva e un piccolo laghetto nella città di Bruxelles. È molto rilassante. C’è un sole caldo, smorzato da un’aria simile a quella di primavera. Gli uccelli, le fontane e le chiacchiere in francese rompono un rumoroso silenzio dettato da diverse circostanze.

Questo weekend ho deciso di partire, come ogni tanto la mia capacità di prezzo … Non così se c’era un vero e consolidato motivo, forse sì. Tuttavia, conoscendomi, sapevo che potevo trovarlo una volta arrivato la.

Dal tronde mi succede sempre così. Prenoto il volo, dormo poco la sera prima e la mattina dopo non vedo l’ora di prendere l’areo. Da solo.

Dicono che una delle più grandi paure sia la solitudine. Probabilmente perché non siamo abituati, o forse perché non ci hanno abituati.

La solitudine è quel momento in cui devi contare solo su stesso e ahimè, non tutti ne sono in grado.

E non si tratta di una cosa negativa o positiva, è così e basta. Però, per chiunque volesse, si può imparare.

Tutto sommato viaggiare è sempre una cosa positiva, anche se qualcosa accade andare storto.

Viaggiare è un po ‘come una droga, più ne fai uso, più non riesci a farne a meno.

Tutto ciò che accade durante un viaggio si amplifica all’ennesima potenza e non sai come contrastarlo. Così ti lasci l’aggiornamento.

Provi a chiudere gli occhi e ascoltare la città in cui ti trovi, indipendente da chi ti fa compagnia. Provi a perderti negli occhi di un passante, di un amico, di una ragazza, anche se non sembra ci sia un’apparente motivazione, tu ci provi.

E si, a volte può andare storto. Veramente storto. E allora cosa fare? Tornare a casa? Rovinarsi il viaggio e non pensarci di più?

Io direi proprio di no!

Dopotutto è il tuo viaggio, e nessuno può rovinartelo. Tu sei partito perché tu avevi bisogno di farlo.

Ed anche se sei partito per una persona speciale, non dimenticarti di te. Quindi non tornare mai a casa, mai mollare mai, se sai il motivo per cui sei partito tienilo stretto e portalo fino in fondo.

Non sempre riusciamo però, perché oltre al bagaglio a mano, ahimè, né portiamo sempre un’altra cosa in cui riguardano i nostri pregiudizi.

Passiamo la vita a tariffa che non ci interessa a tariffa colpo su persone che non ci interessano.

Dovremmo vivere come fossimo su una fune: un posso alla volta, più leggere possibilità e dritti verso il traguardo …

Ora non sono più in viaggio, non sono più all’estero. Sto finendo di scrivere mentre sono seduto su un treno ennesimo, di cui sfortunatamente, questa volta, conosco già la destinazione.

Avevo altro da fare prima, avevo un bel traguardo da raggiungere e onestamente non così se l’ho fatta. Ma è stato bello sentire qualcosa.

Perché alla fine è sempre così,

Vincere non significa per forza raggiungere quello che volevi, magari la vittoria la trovi dove prima pensavi ci fosse la sconfitta.

O dove gli altri pensavano ci fosse la sconfitta …